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Architettura e palazzi a Firenze

 

L’abitato a Firenze durante l'alto medioevo ed il medioevo centrale, come ovunque, è essenzialmente un abitato di legno. La città aveva ripreso il primitivo tracciato romano, ma in un perimetro ridotto, del quale però non rimangono tracce, dato che l'insieme è stato ricoperto dai vari strati di costruzioni posteriori.

 

La casa fiorentina medioevale

La casa fiorentina del medioevo, come si può ancora ammirare in pochi luoghi della città, si sviluppa essenzialmente fra il XII ed il XIV secolo, all'interno come all'esterno dell'antica cinta muraria romana, in una nuova zona delimitata dalla sua estensione medioevale verso l’Arno (realizzata nel 1078), poi dalla costruzione di nuove mura di cinta, a partire dal 1173.

Come spesso avviene, questa casa con cortile interno (casa a corte) risponde a due funzioni: accoglie un'attività commerciale, essenzialmente al piano terra, nel cortile e nelle costruzioni verso la parte posteriore (parte in verde), e serve da abitazione ai piani, nella parte sulla facciata o ai piani delle costruzioni sul retro (parte marrone). Presenta sulla strada una facciata larga una decina di metri, occupata al piano terra da negozi per la vendita di prodotti vari. Le scale per salire ai luoghi d'abitazione si trovano nel cortile, all'esterno. Le torri, che erano probabilmente state le prime costruzioni in pietra, si trovano naturalmente "impalagiate" nelle nuove costruzioni e permettono di avere ancora più spazio da adibire a magazzini e depositi. Poche torri sono abitate, all'epoca, in Firenze. I palazzi sono molto più comodi! Non esiste per altro una planimetria tipo di questo tipo di edificio. Le case si adattano alle necessità della costruzione e dell'urbanesimo. Ma gli elementi funzionali principali vi si ritrovano.

 

Dalla casa al palazzo

Il passaggio dalla casa al palazzo avviene naturalmente, quando aumentano la ricchezza delle famiglie e la loro influenza. Le case di famiglia si integrano allora in insiemi più importanti, che funzionano alla maniera di un castello o di una fortezza. I materiali utilizzati, la pietra locale nella maggioranza dei casi, permettono una maggiore elevatezza dell’ edificio, e di rinforzarne i muri. Ma l'aspetto di questi palazzi è molto austero e massiccio. Vengono forniti, sulle facciate, di sporti che permettono di sorvegliare e minacciare eventuali nemici. Vengono reimpiegati elementi di architettura militare, anche in città: vengono erette torri, sul perimetro di queste vere fortezze urbane, di guardia e a salvaguardia delle famiglie del luogo in caso di bisogno. Gli storici contano non meno di un centinaio di torri esistenti nel 1180. Dentro la cinta di queste fortezze si trovano funzioni necessarie alla vita comune: capelle, pozzi o cisterne, depositi di viveri o di mercanzia.

 

Architettura dei palazzi di firenze

Per parlare dei palazzi di Firenze bisogna integrarli nei grandi movimenti architettonici dell'epoca che, nel corso della storia,attraversano Italia e Toscana come tutta l'Europa.

L’archittettura romanica fiorisce verso il mille , con l’avvento di un grande rinnovamento economico, politico e culturale. Le innovazioni tecniche ed architettoniche sono numerose (archi, volte...) e l'architettura civile sia pubblica che delle residenze principesche si sviluppa, in particolare in città. A Firenze, sono sopratutto le torri, private o pubbliche, che portano ancora il segno di quello stile, riconoscibile dalle pietre irregolarmente tagliate.

L’architettura gotica, si manifesta negli edifici ufficiali dell'Italia del Nord nei palazzi a due piani, dotati di una sala comune su tutta la larghezza al primo piano, destinata a grandi riunioni, ed al piano terreno di ampi porticati aperti al pubblico. A Firenze, viene interpretato diversamente, come nel palazzo del Bargello: lo stile gotico comunale particolare della Toscana conserva grande austerità, fra l’altro a causa delle pietre non lavorate nel bugnato. Gli sforzi decorativi vi sono limitati: poche finestre ai piani bassi, e finestre ogivali più in alto sulle facciate, sporti e camminamenti, merli in cima all'edificio. Le torri che vengono aggiunte a questi palazzi, in forma di torri campanarie, hanno come ambizione di essere la più alte della città. Il che fa sì che, per esempio, la città di Firenze, nel 1290 proibisce alle torri private di superare le 50 braccia di altezza (29 metri).

Nelle costruzioni private di Firenze si ritrovano le grandi linee dello stile che impronta il Palazzo Davanzati (1350 circa). Evoluzione naturale della casa corte, esso presenta tre archi verso la strada, che aprivano sui magazzini, e verso il retro il cortile, con altri edifici al piano terra, doveva accogliere la mercanzia.

L'edificio sulla strada è di tre piani, con l'aggiunta più tarda, al quarto piano, di una loggia, il cui disegno attuale risale al cinquecento, probabilmente al posto della merlatura antica. A ogni livello corrisponde una copertura di pietra diversa, ed i piani diminuiscono in altezza a misura che si sale nell'edificio. Le finestre sono ogivali.