Il palazzo Bartolini,
Hôtel Porta Rossa di Firenze
I l palazzo
Bartolini, palazzo degli
sportici, Il Palazzo Bartolini, detto “degli
sportici”, corrisponde per il suo aspetto attuale al
principio del cinquecento. Ma si sa che la maggior parte degli
edifici del quartiere, case-corti e case-torri, risalgono ai
XII e XIII secolo. Nel settore della piazza Santa Trinita,
compresa la Torre Monalda, attualmente inclusa nel palazzo,
sono documentate a partire dalla metà del XIII secolo,
ed i loro proprietari, gli Spini, sono proprietari in quel
settore della città dalla metà del XII secolo
almeno.
Gli edifici intorno alla Torre Monalda appartenevano ad Angelo
e Guido Scali, poi pervenuti in successione a Costanza del
Mula Soldanieri, sposa di Neri di Lapo, nel 1369. Sappiamo
anche che la Locanda del Cammello pare conosciuta nel XII e
XIII secolo, mentre Francesco Datini segnala, nel novembre
1386, il suo soggiorno all' "albergho di Porta Rossa",
già denominato "Locanda del Cammello", sito
tra Via Porta Rossa e Via delle Terme, nel luogo attualmente
occupato dal Grand Hotel Porta Rossa di Firenze, palazzo Bartolini.
Non abbiam modo però di sapere se la Torre Monalda fosse
già inclusa nell’ edificio dell'albergo, anche
se la cosa sembra molto probabile. Comunque i Monaldi sono
titolari della torre sufficientemente a lungo durante il medioevo
per trasmetterle il nome che essa porta ancor'oggi. Ne sono
ancora proprietari nel 1477, quando Bartolomeo Bartolini ne
ricompra una parte a Francesco Monaldi. I Bartolini sono già proprietari
in quel settore dal 1348. La proprietà originaria si
estende progressivamente, nel 1386, poi nel 1420, e ancora
in quell’anno 1477. Bartolini ricompra poco a poco tutta
la zona intorno alla torre, entro i limiti di via Porta Rossa,
piazza Santa Trinita e via delle Terme. L'acquisto dell'intera
porzione del quartiere sarà poi portato al termine dai
suoi figli, Giovanni e Lionardo.
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Questa piantina fa vedere il « palazzo degli sportici” prima degli ultimi lavori. A ovest (tracciato rosso), quella che doveva essere una casa-corte originariamente, con un cortile interno, delle zone di abitazione, e la torre fortificata. La parte Est della costruzione appare molto meno omogenea, e risulta senza dubbio dalla campagna di acquisti successivi dei Bartolini. Gli sportici non sono visibili, in quanto nascono soltanto al primo piano del palazzo, sulla facciata di via Porta Rossa. Le zone arancioni sono accessibili nella hall dell'hôtel Porta Rossa. |
I lavori di ristrutturazione cominciano in via Porta Rossa, nell'attuale
palazzo dell'albergo, nella parte dell’appezzamento più lontana
da Piazza Santa Trinita. Il giovane Baccio
d'Agnolo si vede affidare i lavori di quello che non è ancora
un palazzo. La sua costruzione rispetta le mode ed i gusti
del tempo, proponendo un rigore un po’ arcaïco
negli esterni, ed utilizzando gli sporti nell'intento forse
di rendere più gotica e medioevale la facciata, ma
anche per uniformare il palazzo con la torre, che viene così integrata
al resto dell' edificio.
Gli sporti, utilizzati in origine sulle due facciate del
palazzo,via Porta Rossa e via delle Terme, furono in seguito
proibiti da un decreto della città. Si deve a una
deroga speciale del gran duca a Luca Torrigiani, proprietario
del palazzo nel 1572, il fatto che siano rimasti sulla via
Porta Rossa.
Questa facciata è decorata leggerment, con i rilievi
su pietra dei papaveri, simbolo araldico dei Bartolini, ed
altri motivi semplici. Il corpo centrale dell'edificio fuoriesce
dunque sulla larghezza di cinque finestre, lasciando fuori
sporti le due ali laterali, larghe di due finestre ognuna.
Un po’ della profondità cara alla prospettiva
rinascimentale è paradossalmente fornita dall'uso
di un elemento dell’ architettura medioevale.
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Montaggio a partire da G.Balzanetti, Firenze ieri, oggi e domani, in Giampaolo Trotta (dir;), Gli antichi chiassi trà Ponte Vecchio e Santa Trinita, Messaggerie Toscane, 1992. |
L'edificio che dà su piazza Santa Trinita, attuale Palazzo Bartolini-Salimbeni,
viene iniziato nel 1520, dopo l’acquisto fatto da Giovanni e Lionardo
Bartolini. Baccio d’Agnolo vi costruisce un palazzo differente, utilizzando
le più grandi potenzialità dell'apertura della piazza, e le possibilità di
prospettiva e messa in scena che offre, laddove le vie delle Terme e Porta
Rossa offrono invece poco spazio per ammirare le facciate. Vi adotta un nuovo
stile, detto "alla romana", e utilizza gli ordini sulla facciata,
sui lati del portone e delle finiestre, in aperta rottura con la facciata del
precedente palazzo Bartolini su Via Porta Rossa, per esempio. Nicchie e vuoti
aggiungono alla teatralità della facciata, dandole un movimento più moderno,
malgrado la sua scarsa larghezza, rara all'epoca, di 16 metri soltanto. Utilizza
più tipi di materiale: la pietra forte, vicina al giallo, la pietra
serena grigio scura, e la pietra bigia, grigio chiara. Il suo stile, molto
originale a Firenze, non avrà molto successo. Probabilmente questo lo
porta a scrivere sopra la porta il motto seguente: Carpere promptius quam imitari,
ossia "Criticare è più facile che imitare". La scritta
Per non dormire si trova anche sul palazzo degli sportici (e stupisce i clienti
dell’ albergo!), essendo il motto della famiglia Salimbeni.
Nel 1555 il palazzo e la torre cambiano proprietario e passano in mano alla
famiglia Dati, poi, nel 1559, alla famiglia Torrigiani, i cui i discendenti
ne conservano ancor’ oggi la proprietà. Una prima serie di ristrutturazioni
ebbe luogo tra il XVI ed il XVII secolo, accompagnata da una serie di decorazioni
ed abbellimenti vari. Una seconda serie ebbe luogo alla fine dell'ottocento
ed ai primi del novecento, al fine di adattare meglio il palazzo all'attività alberghiera.





